Non sai rinunciare ad tazzina di caffè ma ti chiedi se fa bene oppure no? Si legge e si sente parlare spesso dei benefici o degli effetti negativi del caffè sulla nostra salute. Parliamone.

In macrobiotica, il caffè è uno degli alimenti presenti nella categoria dei cibi da evitare. Anche la medicina cinese suggerisce cautela nel suo consumo, eppure ci sono ricerche scientifiche che correlano il caffè ad una minore incidenza di alcune malattie cronico degenerative e ad una migliore prognosi, compreso alcuni tipi di cancro.

Effetti e benefici del consumo di una tazzina di caffè: studio Epic

Ho letto in particolare lo studio Epic: mamma mia, è complicatissimo! Sono state coinvolte più di 500.000 persone, alle quali è stato sottoposto loro un questionario alimentare, e poi sono state fatte una serie infinita di catalogazioni.

Risultato: chi consuma caffè, è maggiormente associato a livelli sierici più bassi di fosfatasi alcalina, transaminasi, proteina C reattiva; mentre i livelli albumina sono risultati più alti.

Inoltre i bevitori di caffè, sembrano avere una funzionalità epatica migliore così come il profilo infiammatorio, evidenziando e rafforzando il possibile ruolo benefico della tazzina di caffè sulla salute. Naturalmente ho semplificato di molto il concetto contenuto in questa ricerca, ma che è possibile leggere integralmente (Coffee Drinking and Mortality in ten European Countries – the Epic Study).

Facciamo un passo avanti

Rispetto a quanto andremo a spiegare, i risultati della ricerca lasciano alquanto destabilizzati. Anche se non è semplice da spiegare, quel che dirò non è un controsenso così eclatante, perlomeno non per chi ha strumenti di integrazione a disposizione.  Esperienza e studi a parte, proviamo a spiegare una visione diversa.

Un altro punto di vista: la dietetica cinese e la natura del caffè

Nella dietetica cinese l’alimento viene valutato nel suo insieme, ed inserito in un contesto dietetico relativo all’ambiente in primis (mangio ciò che mi da l’ambiente che mi circonda, inquinamento permettendo), e a chi lo deve assumere (essere umano con tutta la sua storia).

Il caffè, inteso come chicco tostato, è di natura calda, e questo lo fa rientrare in una categoria di cibi non propriamente equilibrati, e così l’azione che svolge sul nostro organismo quando lo ingeriamo. Difatti, lo pone quasi come un farmaco, e quindi utilizzato solo quando la situazione lo richiede e non ad uso quotidiano.

Il suo tropismo (organo che accoglierà l’azione dell’alimento in questione) è sul cuore, polmone, colon; il suo sapore è l’amaro e quindi la sua azione è rassodante, disseccante (elimina le componenti umide); dirige il qi [l’energia vitale] verso il basso e di conseguenza è evacuante e diuretico, ma il calore della sua natura si sprigiona verso l’alto provocando (se assunto in eccesso) tachicardia, rabbia e irritabilità. Inoltre tende a rinvigorire lo yang  e i soffi del cuore, residenza della sfera emotiva, stimolando  e risvegliando  la mente, ma anche creando eccitazione fisica e mentale.

Esempi pratici e l’illusione della sferzata di energia

Ad esempio, moltissime persone che si affacciano alla volontà di cambiare alimentazione, mi riferiscono di sentirsi molto stanche al mattino, si alzano a fatica e si sentono un po’ “tonte”.

Ma dopo aver bevuto un caffè si sentono molto meglio (perché rinvigorisce lo yang stimolando  e risvegliando  la mente, creando eccitazione fisica e mentale) e  iniziano così la loro giornata.

La sferzata di energia che abbiamo ricevuto dopo una tazzina di caffè, è illusoria, in quanto la stanchezza del mattino, è una stanchezza, passatemi il termine “patologica”. È improbabile sentirsi stanche dopo aver dormito tutta la notte, e il messaggio che il nostro corpo ci sta mandando è quella di una richiesta di riposo.

Il caffè dà un’energia che in realtà non abbiamo, ma che libera dai Reni e la mette a disposizione dell’organismo, consumandola sempre di più.  Difatti questo momentaneo benessere, dura poco, e quando arriviamo in ufficio è probabile che ci arrivi un segnale di necessità: dobbiamo bere un altro caffè.  Questa condizione altalenante, è probabile si manifesti per tutta la giornata, peggiorando giorno dopo giorno la nostra condizione iniziale.

Caffè, le indicazioni in dietetica cinese

Il caffè è indicato nelle astenie, quando c’è sonnolenza  e difficoltà di concentrazione, nel deficit di yang, nell’abuso di sostanze alcoliche.

Caffè, le controindicazioni in dietetica cinese

Controindicazioni: il caffè lede facilmente il sangue, lo yin e lo stomaco per la sua natura calda e il sapore amaro (disseccante), anche il rene non gradisce questa bevanda, in considerazione delle sue forti proprietà eccitanti non è infine opportuna una sua assunzione abituale, specie se più volte al giorno, tantomeno serale.

Dunque che fare? Proviamo a mettere insieme i pezzi

Abbiamo visto che ogni tazzina di caffè ha un potere  di aumentare lo yang e quindi di aumentare il calore, ma se noi abbiamo già un deficit di yin (la componente umidificante ovvero i liquidi organici sono in deficit), con un conseguente problema di calore apparente, unito ad un eventuale squilibrio esistente, come ad esempio sudori notturni o caldane, tipiche della donna in menopausa, il caffè potrebbe aumentare questo squilibrio amplificando un calore che, anche se apparente,  abbiamo visto essere predominante.

È vero, gli studi mostrano livelli più bassi di proteina C reattiva,  ma forse il caffè sta agendo come farmaco in una particolare situazione, che può persistere nel tempo perché lo stile di vita della  persona non cambia.

Ma se cambiasse lo stile di vita, e quindi l’alimentazione, il caffè sarebbe ugualmente benefico? Chissà!

Il sapore amaro e la sua azione sull’organismo

Abbiamo visto che il suo sapore è l’amaro, sapore disseccante, con effetto diuretico, quindi in una diagnosi dove l’aspetto dei liquidi organici è già in deficit, bere caffè non è sicuramente consigliabile.

Inoltre l’azione indotta dal calore sul cuore, può peggiorare eventuali sintomi di palpitazione e ansia. Le diverse azioni/indicazioni del caffè ne fanno un alimento con caratteristiche farmacologiche, in quando condiziona fortemente l’equilibrio dinamico dell’organismo umano.

Un’ultima riflessione: berlo oppure no?

Riflessione personale: sappiamo che molti cibi agiscono sciogliendo i grassi nel fegato, la crema di riso con la giuggiola (approfondisci su Pubmed)  abbassa le transaminasi e la dieta macrobiotica/mediterranea nell’insieme riducono il rischio di ammalarsi di qualsiasi malattia, migliorando le funzioni del nostro organismo, anche senza caffè.

Non voglio dire che sia sbagliato berlo, penso però che bisognerebbe riflettere sulle modalità di ricerca e sulla divulgazione dei risultati. Molte persone che hanno saputo di questa ricerca hanno subito detto: “eh vai!! Beviamo caffè senza problemi!!” in realtà non è così.

Nella mia esperienza ho visto molte persone farsi male per l’eccesso di quegli alimenti nei quali è stata scoperta una caratteristica, ad esempio, anticancro. Forse le informazioni delle ricerche scientifiche dovrebbero informare unicamente i medici, che sanno come gestirle.

L’importanza di interpretare le informazioni che ci arrivano

Per molti di noi comuni mortali il messaggio che recepiamo è che se un po’ fa bene, tanto farà sicuramente meglio, ma anche questo non è così. Forse non è giusto liberare tutto questo sapere senza avere delle basi su cui appoggiarlo!

E soprattutto la gente deve imparare a mangiare meno e meglio, a vivere più a contatto con la natura, a stressarsi meno, a coltivare amor proprio e verso il suo prossimo.

Questo è il giusto insegnamento per migliorare la nostra salute, non dare messaggi di incitazione a bere caffè. I messaggi da dare sono altri: migliorare lo stile di vita nel suo insieme! Poi uno il caffè lo può bere lo stesso, ma per il piacere di farlo e non perché lo ha detto una ricerca scientifica.

Questo articolo è apparso per la prima volta su: Benesserecorpomente