Per prendere in mano la nostra vita un cambiamento è necessario. Le abitudini alimentari sono le prime a doversi rinnovare, insieme ad una crescita spirituale che ci consenta di raggiungere una vera consapevolezza.

Secondo i Saggi d’Oriente l’uomo felice è colui che:

1. ha una vita sana, lunga e che si interessa a tutto;
2. non ha preoccupazioni di denaro (nel senso di non essere attaccati);
3. sa istintivamente evitare gli accidenti e le difficoltà che comportano la morte prematura;
4. comprende l’Ordine dell’Universo;
5. non ha il desiderio di brillare al primo posto, ciò che provoca una caduta all’ultimo, ma ricerca l’ultimo al fine di essere messo per sempre al primo posto.

È sempre più chiara in me la consapevolezza che l’alimentazione è il cambiamento primario da fare, ma da solo non basta, e per iniziare un cammino completo è necessaria anche una crescita spirituale, così come non c’è completamento in chi inizia a fare un percorso spirituale senza unirlo ad un cambiamento alimentare: non c’è completezza.

Michio Kushi, nel libro “La via spirituale macrobiotica” (Editore la Finestra sul Cielo), scrive che sono cinque i requisiti considerati indispensabili: la dieta, la postura, il modo di vestire, il metodo, la comprensione della realtà del mondo spirituale. Solo così svilupperemo la nostra consapevolezza. In un’era dove tutto è veloce, accattivante, superficiale, dove non c’è più contatto con la natura, la vita stessa è innaturale, il cibo adulterato, la parola consapevolezza è usata spesso senza raggiungere il suo significato più profondo, così come l’Ordine dell’Universo è un termine utilizzato senza conoscerlo veramente.

Al di là dei limiti

Cito alcune parole del Tao molto belle (consiglio di leggerlo e di farlo più volte):

“Il Tao è al di là delle parole e al di là della comprensione. Le parole possono essere usate per parlarne, ma non possono contenerlo. Il Tao esisteva prima delle parole e dei nomi, prima del cielo e della terra, prima delle diecimila cose. È il padre e la madre illimitati di tutte le cose limitate. Quindi, per vedere al di là dei limiti, il sottile cuore delle cose, liberati dei nomi, dei concetti, delle aspettative, delle ambizioni e delle differenze, il Tao e le sue innumerevoli manifestazioni sorgono dalla stessa fonte: la sottile meraviglia nell’oscurità misteriosa. Questo è l’inizio di ogni comprensione”.

[…] Abbiamo parlato molto di come conoscere il cibo nella sua materialità, abbiamo parlato anche molto di come distinguere un alimento yin da uno yang, ma è stato solo l’inizio del percorso. La sottile meraviglia nell’oscurità misteriosa è conoscere il cereale prima che arrivi nel piatto, comprendendolo al di là della spiegazione di una ricetta. Una ricetta non può contenere la sua potenza, la sua forza, la sua spiritualità. Proviamo a liberarci dal significato delle parole: nutrienti, carboidrati, fibre. Proviamo veramente la sottile meraviglia nell’oscurità misteriosa. Il cereale è la concentrazione più potente del concetto di energia. Contiene contemporaneamente sia la parte finale dello sviluppo della pianta, ovvero il frutto, sia la parte iniziale: il seme. Racchiude in sé questa potenza che non perde con la cottura, anzi viene meglio attivata anche con la potenza del fuoco, e ancora di più attraverso la digestione trasformandosi in sangue attraverso l’assorbimento intestinale (è ovvio che il nostro intestino deve essere in grado di assorbire ciò che mangiamo. Molti intestini “moderni” non sono in grado di elaborare i semi con molta fibra, ed è logico pensare di sistemare il nostro intestino prima di
incominciare questo percorso).

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