Il cibo di colore verde? Nutre fegato e occhi. Quello di colore rosso? Ha effetto soprattutto su cuore e intestino tenue. Gli alimenti “gialli” influiscono su milza, pancreas e stomaco… Lo spiega la teoria macrobiotica dove ciascun gusto/sapore e ogni stile di cottura influiscono in modo particolare sui diversi organi nelle differenti stagioni.

Facile? Difficile? Per approfondire il discorso alimentazione sana ho partecipato alla prima lezione del secondo livello del Corso base di macrobiotica proposto dall”Associazione L”Ordine dell”Universo che da anni collabora con Cascina Rosa, la scuola di cucinacreata da Franco Berrino all”Istituto nazionale dei tumori di Milano.
Una lezione teorico-pratica, basata cioè sugli insegnamenti di questa dottrina orientale, poi applicati in un menù ideale. A spiegare i legami tra elementi, energia, organi e cibi, Elena Alquati, presidente dell”Associazione; ai fornelli lo chef Francesco Stefania (insieme nella foto a lato). Una decina i partecipanti, più o meno addentro alla macrobiotica.
Tre ore piene di informazioni, curiosità, scoperte. “ L’alimentazione moderna si sta allontanando sempre di più dalla reale necessità del nostro corpo inteso come fabbisogno nutrizionale (e non solo)” sostiene Elena. “Cibi raffinati, ricchi di conservanti, additivi, coloranti, grassi, zuccheri, non sono certo quello di cui l’organismo ha bisogno” .

Risultato: in Italia l”aspettativa di vita si è allungata, ma sono anche aumentate le patologie croniche: diabete, obesità, malattie cardiovascolari, artrosi, demenze senili, tumori maligni. Secondo le statistiche, oltre il 13% della popolazione è affetta da malattie croniche e dopo i 65 anni la prevalenza sale all’83% ; metà sono malattie croniche gravi e un quarto gravemente invalidanti.
E allora, che fare? Una via da seguire è quella di cambiare abitudini alimentari. Mangiando sano e gustoso, imparando ad abbinare cibi, gusti, sapori. La via Macrobiotica, rivisitata alla luce delle scoperte scientifiche, può essere una strategia.
Qual è stato il menù della serata? Zuppa di soba (pasta di grani saraceno) in brodo con alghe e tamari; riso integrale con semi di loto (mai mangiati prima, sono bianchi e tondi quasi insapori), fagioli di soia, carote crude, erbette. Alla fine strudel di mele (senza zucchero!) e un assaggino di biscottini al sesamo che lo chef Franco sta mettendo a punto e una fetta di colomba.
Tutto buono, anzi buonissimo al punto da aver fatto (come diversi altri) il bis di ogni specialità.
Una bella e interessante serata insomma. E anche una piacevole scoperta perché, negli anni, le attività divulgative dell”associazione si sono moltiplicate. Un applauso meritato a Elena e Francesco per il loro impegno e la passione che riescono a trasmettere.

Nicoletta

ORIGINARIAMENTE PUBBLICATO SU: ESSERE SOSTENIBILI