Alimentazione e diete: la verità sta nel mezzo

Alimentazione e diete, esiste una verità?

Titolo un po’ provocatorio, ma sinceramente non se ne può più di diete emergenti e modaiole quale soluzioni ai problemi alle persone. Inizialmente tutte funzionano, probabilmente perché comunque cambiamo le abitudini di chi le segue, ma poi quasi sempre non funzionano più, o non più come prima. Ognuno dice la sua e tutte promettono la verità. Ma noi a chi dobbiamo credere?

Intanto c’è da fare una premessa importante che ci porterà a ritrovare un senso, un filo logico che unisce quanto sto per scrivere.

Il caos delle diete

Quando sento parlare di alimentazione e diete, l’associazione più ovvia che a me viene da fare, e l’immagine che subito mi appare nella mente, è la Torre di Babele.

Il Signore disse: “Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro”. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.»

Restando nella materia (anche perché questa confusione si estende ben oltre l’ambito alimentazione), a mio parere tutto ciò rispecchia molto la situazione dello stile di vita che stiamo vivendo. Partendo dal presupposto che la tecnologia ha decisamente modificato il nostro linguaggio (sms, computer, mail, social media, whatsapp ecc.), possiamo dire di aver perso il significato etimologico delle parole, spesso esprimendoci per interpretazione personale, e questo può dare origine a grandi confusioni.

Tutti parlano di carboidrati, zuccheri, ecc. ma superficialmente

Ad esempio mi viene da pensare alla parola carboidrato, soprattutto per i suggeritori di diete iperproteiche:” il carboidrato è un veleno” – senza spiegarci di che carboidrato si sta parlando: se semplice, complesso, raffinato – e perché è un veleno.  “Sono zuccheri, e lo zucchero ingrassa” – si ma di quali zuccheri si parla?

E così con il termine zucchero, si definiscono tanti alimenti in modo improprio, e soprattutto spesso si vieta invece di mangiare alimenti importanti, come i cereali integrali, perché sono carboidrati, senza specificarne la differenza, ad esempio con quelli raffinati.

La parola possiede, invece, un significato che le è proprio e che non è concesso a nessuno di modificare a seconda delle esigenze e delle interpretazioni soggettive. È il simbolo, ovvero ciò che esprime l’essenza stessa del suo significato.

Il significato della parola “tradizione” e la dieta mediterranea

La parola che mi sta particolarmente a cuore e per cui ho fatto tutta questa premessa, è la parola “Tradizione” – da  trado, consegnare, trasmettere. È ciò che viene trasmesso dall’origine dei tempi, quantomeno dell’uomo. È l’incessante catena che si ritrova all’alba di tutte le civiltà arcaiche.

La tradizione è una, è l’immutabile , il principio, adattata alle condizioni che sono loro proprie. Si è evoluta secondo le civiltà e si è modificata a seconda del clima-luogo geografico, ma  questa evoluzione è avvenuta con conoscenza, che magari era anche istinto, ma c’era la conoscenza.

Così come ha perso di significato la dieta mediterranea che ritengo vada ben oltre la pasta con il sugo o la pasta e fagioli. Forse non dovremmo pensare alla dieta mediterranea come modello alimentare unico  per tutta l’ Italia, perché chi vive in montagna deve necessariamente avere un’alimentazione diversa da chi vive al mare.

E ancora chi vive a 3000 mt avrà un’alimentazione diversa da chi vive a 500 mt, o da chi vive in città, ecc. Bisognerebbe specificare che la dieta mediterranea è una ma va modificata in base ad una serie di fattori, fattore geografico compreso. Possiamo quindi più correttamente parlare di diverse diete, anche in funzione del clima e dell’ambiente in cui viviamo.

tradizione, significato

Eppure Ippocrate sosteneva con forza questo principio

“Chi vuole dedicarsi in modo corretto all’indagine medica, deve fare quanto segue. Anzitutto esaminare le stagioni dell’anno… Si devono poi esaminare i venti, caldi e freddi…. si devono esaminare anche i poteri delle acque… Quanto al modo di vita degli abitanti, si deve vedere cosa preferiscono: se bevono molto, mangiano spesso… oppure se mangiano molto e bevono spesso…”.

Questo era il suo pensiero,  con una particolare attenzione per quei pazienti per i quali non aveva nessuna conoscenza del luogo geografico. Ed era da lì che partiva la sua diagnosi: studiando l’ambiente, poteva prevedere eventuali epidemie e sapeva qual era la predisposizione patologica degli abitanti di quel luogo specifico.

Dove sono finiti questi insegnamenti? Forse tutto questo sapere va riscoperto, rivalutato e integrato con la nostra medicina moderna.

Il Tao e la conoscenza

Per aprirci ad altre conoscenza permettetemi di citare un passo del Tao a cui tengo particolarmente:

“Il Tao è al di là delle parole e al di là della comprensione. Le parole possono essere usate per parlarne, ma non possono contenerlo. Il Tao esisteva prima delle parole e dei nomi, prima del cielo e della terra, prima delle diecimila cose. È il padre e la madre illimitati di tutte le cose limitate. Quindi, per vedere al di là dei limiti, il sottile cuore delle cose, liberati dei nomi, dei concetti, delle aspettative, delle ambizioni e delle differenze, il Tao e le sue innumerevoli manifestazioni sorgono dalla stessa fonte: la sottile meraviglia nell’oscurità misteriosa. Questo è l’inizio di ogni comprensione”.

Il cibo nell’intervento medico

Proviamo a liberarci veramente dal significato delle parole nutrienti, carboidrati, fibre; o meglio, integriamole. Proviamo la sottile meraviglia dell’oscurità misteriosa (intesa come non sapere). Il cibo è anche energia, energia sottile, e in lui passa il Jing, l’essenza vitale. Si va ben oltre all’idea di diete.

Perché non credere nel cibo? Il cibo deve tornare a essere il primo punto di intervento medico, e il medico deve tornare a chiedere al suo paziente che non sta bene: «che cos’hai mangiato ieri?».

Alimentazione e ambiente

Mangiare un cibo sano oggi ha un significato che può voler dire tutto e niente. Una delle cose che meno si considera, quando si parla di alimentazione e di diete, è l’ambiente, o meglio, credo che non si conosca proprio il significato profondo dell’importanza di essere in armonia con esso.

Cosa vuol dire chilometro zero

«Che cosa vuol dire chilometro zero?» è una delle domande che ho sentito rivolgere a un gruppo di chef stellati le cui risposte sono state veramente sconvolgenti.

Gli chef nutrono le persone e devono conoscere certi concetti fondamentali. Perché non li sanno? Il chilometro zero è fondamentale, è un concetto che va oltre la moda. E non è nemmeno corretto dire che è meglio comprare i pomodori di Sicilia coltivati bene piuttosto che i pomodori di Pavia coltivati male. Anzi, diciamo che a Pavia i pomodori sarebbe meglio non venissero affatto coltivati.

Stagioni e altre cose da importanti, per scegliere le diete

Non conosciamo più la stagionalità non sappiamo più neanche cos’è la tradizione, né la cucina mediterranea. L’interazione con l’ambiente in cui viviamo è fondamentale, ma ne dobbiamo conoscere il vero significato.

Ecco alcuni esempi. Se vivo a Pavia, in mezzo alle risaie (ambiente umidissimo), la terra mi darà un cibo che tenderà a mantenere asciutto il mio corpo, proprio perché vivo già in un ambiente molto umido. Se mangio un cibo che umidifica, il mio corpo non sarà in armonia con l’ambiente in cui vivo e presto mostrerà segni di insofferenza, come per esempio dolori alle ossa, gonfiori addominali, digestione difficile e lenta, edemi alle caviglie; le mie percezioni e le mie azioni saranno lente e annebbiate, e probabilmente, nel tempo, svilupperò un pensiero fisso, continuo e patologico (la rimuginazione): l’umidità ristagna tanto fuori quando dentro, nel corpo e nella mente.

Allo stesso modo, in un clima assolato e ventoso, l’ambiente produrrà per me un cibo umidificante, proprio per equilibrare la tendenza dell’ambiente a seccare o ad asciugare. Se il mio cibo è in equilibrio con l’ambiente in cui vivo, tutto si evolve, la mente è aperta e il fisico è in salute.

Alimentazione: l’energia che trasforma

In una delle lezioni del mio percorso, forse quella che mi ha affascinato di più, è stata fatta un’analisi particolare, non di scissione degli alimenti per separarne i nutrienti e analizzarli, ma di scissione di noi stessi, di come veniamo scomposti e ricomposti.

Il nostro corpo è certamente fatto di materia, ma una volta morti e cremati, di noi restano circa 500 g di cenere (immaginando un essere umano di struttura media).

uomo, trasformazione, diete

Proviamo a pensare di separare in nostro corpo in tre immagini.

traformazione

Analizzando l’aspetto nella materia, possiamo dire che le nostre cellule si nutrono, crescono e vengono riparate attraverso il cibo e l’ossigeno, ovvero alimentazione e respirazione (nella medicina tradizionale cinese, il sangue si forma attraverso l’unione delle essenze estratte dal cibo – Qi del cereale – che si uniscono all’ossigeno – Qi dell’aria.

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Un esempio di come energia e materia lavorano in simbiosi e non possono essere separate, è la fotosintesi clorofilliana, che da luogo alla clorofilla.

Questo meraviglioso processo trasforma l’energia del sole (energia luminosa) in energia chimica, attraverso la produzione degli zuccheri all’interno delle cellule vegetali, diventando così energia immagazzinabile che possiamo chiamare cibo: energia solare aggregata. Riassumendo, la trasformazione dell’energia solare in nutrimento (zuccheri), e quindi materia, avviene attraverso un’informazione trasmessa alle cellule.

 

La nostra continua ricerca di equilibrio

Durante tutta la nostra storia evolutiva abbiamo dovuto necessariamente cercare un equilibrio con il nostro ambiente, adattandoci continuamente, ed è da questo che dipende la nostra sopravvivenza, attraverso le informazioni che il nostro ambiente ci trasmette e che noi utilizziamo per sopravvivere. Questo è il chilometro zero.

C’è una bellissima frase tratta dal libro Macrobiotica e Psicologia di William Tara, che scrive: “la persona sana mangia il mondo (mi permetto di aggiungere “se mangia il cibo dell’uomo”), in senso vero e proprio, in quanto assorbe e assimila un numero sempre crescente di informazioni. Di conseguenza, le sue azioni hanno degli effetti estremamente positivi e sconfinano nel regno spirituale”.

Soffi e materia, materia e soffi, yin e yang, yang e yin, corpo e mente, psiche e soma non si possono separare perché parte di un unico processo.

Conclusioni

Vi lascio con una domanda: dopo tutto questo come possiamo dire che il cibo non interferisce nel nostro stato di salute, e soprattutto come possiamo dire che non ha niente a che vedere con l’ambiente in cui viviamo?

Parte del testo di questo articolo è stato tratto dal libro Nutrire il corpo e la Mente di Elena Alquati – Editrice Giunti

Questo post è stato pubblicato per la prima volta sul sito: benesserecorpomente